La comunità

Composizione attuale
La Chiesa di Brescia è oggi in una fase di trasformazione, dovuta sia al ricambio generazionale che all’arrivo di nuovi credenti che scelgono di vivere la propria fede nella libertà dell’Evangelo. Al contempo si sono felicemente inseriti nella comunità numerosi evangelici stranieri provenienti dalle chiese metodiste, battiste e presbiteriane di tutti i continenti. Per rispondere alle esigenze di una popolazione sempre più internazionale, il culto e i vari incontri contemplano l’uso della lingua inglese accanto all’italiano.

Attività
Il momento più partecipato della vita comunitaria è senz’altro il culto domenicale, che comprende una parte liturgica (preghiere, letture bibliche e canti) e un sermone che illustra il significato di un brano evangelico e del suo messaggio per il credente. Sul pulpito si alternano il pastore e vari predicatori locali. La prima domenica del mese si celebra anche la “Cena del Signore”, ovvero il ricordo dell’ultima cena di Gesù Cristo.

Da qualche tempo ha luogo dopo il culto una riunione di preghiera in cui è possibile condividere con altri credenti le proprie speranze e paure, alla luce del messaggio evangelico. Per approfondire il rapporto con il messaggio biblico, si tiene ogni settimana un incontro di studio e discussione aperto non solo ai membri della nostra chiesa ma a chiunque desidera leggere questo libro affascinante in una spirito di libertà e fraternità.

In certe occasioni la chiesa si ritrova per un pranzo comunitario, o àgape, secondo la tradizione dei primi cristiani.

Per i più piccoli è disponibile durante il culto un servizio di cura e istruzione detto Scuola domenicale. Ai ragazzi più grandi (14-18 anni) viene invece proposto un corso di formazione cristiana che spesso si conclude con l’ingresso formale nella comunità tramite l’atto della Confermazione.

I rapporti con la città si concentrano in diverse direzioni: conferenze e dibattiti pubblici su temi di vario genere (cultura biblica, storia delle religioni, bioetica, educazione alla pace); rapporti con altre comunità religiose (cattolici, ebrei, pentecostali); incontri con insegnanti e scolaresche. Siamo interessati anche al confronto con il pensiero laico, soprattutto sul piano delle libertà individuali e del ruolo dello Stato.

Organizzazione
Per il principio evangelico del “sacerdozio universale” nessun ruolo o incarico nella Chiesa ha un carattere di esclusività. Ogni credente è ugualmente responsabile dell’andamento della comunità ed esercita il proprio diritto di voto nell’Assemblea. Questa esprime un Consiglio, composto nel nostro caso da 6 componenti oltre al pastore, che garantisce collegialmente il buon andamento delle attività. Nessuno ha diritto di veto o di intervento dall’alto. Le chiese appartenenti alla stessa area geografica compongono un Circuito. A loro volta i circuiti formano quattro macroregioni o Distretti. L’espressione più alta di questo ordinamento assembleare è il Sinodo, convocato ogni anno presso Torre Pellice (Torino).

Cenni storici
Quella che oggi è una vivace comunità internazionale, aperta alla città e ai rapporti con le altre confessioni cristiane, ha origine nel lontano 1860. Fu un certo signor Pugno, predicatore itinerante inviato a Brescia dal Comitato di evangelizzazione, a raccogliere intorno a sé un piccolo gruppo di credenti. Venne subito aperta una scuola elementare, frequentata da una ventina di allievi. In mancanza di un edificio proprio, furono presi in affitto alcuni locali del centro: in Via Bredazzola (ora Aleardi), in Via delle Beccherie (ora scomparsa), e infine nella cappella di Palazzo Bevilacqua (in Piazzetta Paganora). Nel 1863 si tenne la prima seduta del Consiglio di chiesa, composto da quattro membri laici o “diaconi” e presieduto dal pastore Daniele Revel. La comunità contava ormai una cinquantina di aderenti.

Nel 1864 i culti furono disturbati da incursioni di gruppi di fanatici, aizzati dal clero locale, come testimonia un esposto inviato all’Ufficio di pubblica sicurezza dal pastore Giulio Jalla. Questo testimonia della forte ostilità che accompagnò l’inizio del pluralismo religioso in un Paese che non conobbe la libertà di culto fino alla promulgazione delle Lettere patenti (1848). I valdesi furono impegnati al pari di altri nella lotta per l’unità d’Italia, e anche da Brescia partirono due volontari per unirsi all’esercito garibaldino.

Dopo una petizione alle autorità cittadine, fu concesso dal Municipio un settore del Cimitero vantiniano riservato ai defunti di fede acattolica. Questo è ancora utilizzato dalla comunità, che però rifiuta il culto dei morti e insiste sull’annuncio della resurrezione.

Nel 1893, per sopperire alle maggiori esigenze di spazio, fu affittato dal Comune un locale posto dietro la Chiesa dei Miracoli. La cosa destò scalpore tra l’opinione pubblica meno liberale, come testimonia la stampa cattolica dell’epoca. L’attività evangelistica fu intensa e si estese anche alla provincia. A Edolo e Castiglione delle Stiviere nacquero comunità valdesi attive per alcuni decenni.

Dopo tanto peregrinare, fu inaugurato nel 1915 l’attuale locale di culto (o “tempio”) in Via dei Mille, su un terreno ricavato dall’abbattimento delle antiche mura venete. L’edificio comprende anche sale per riunioni e due appartamenti.

Per chi volesse approfondire l’argomento, si rimanda il lettore al volume di Caponetto sulla diffusione della Riforma a Brescia nei primi decenni del Cinquecento, quando ci fu persino una comunità calvinista a Gardone Valtrompia. A Brescia si fermarono due protagonisti del protestantesimo italiano quali Pietro Martire Vermigli e Pier Paolo Vergerio. Anche la nostra città dette il suo contributo nella figura del conte Massimiliano Martinengo, canonico di S. Agata col nome di don Celso, che riparò in Svizzera e divenne il primo pastore della Chiesa italiana di Ginevra.

PER APPROFONDIRE
Rivera, M. 1945. Come venne fondata la Chiesa Valdese di Brescia. Ciclostilato.

Buratti Zanchi, G. 1984. I Valdesi di Edolo. Quaderni Camuni 27: 183-220.

Rivoire, E.A. 1959. Eresia e Riforma a Brescia. Boll. Società Studi Valdesi 105.

Caponetto, S. 1992. La Riforma nell’Italia del Cinquecento. Claudiana.

Church, F.C. 1967. I Riformatori italiani. Il Saggiatore.

Maselli, D. 1974. Tra risveglio e millennio. Claudiana.

Vinay, V. 1980. Storia dei Valdesi. Claudiana.

Welti, M. 1985. Breve storia della Riforma in Italia. Marietti.